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Neurodynamic Information
Science
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Il Framework NIS: l'ambiente di lavoro ideato per allenare le funzioni più avanzate della tua Mente,  hackerare la tua vita e realizzare te stesso/a.
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"La tua vita è il prodotto di ciò che scrivi nella tua Mente. Riscrivi la tua identità e avrai riscritto il copione della tua vita.
Ho ideato il Framework NIS per fare questo."
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Sono Andrea Mele Motta,
fondatore di Thinqua® e ideatore del Framework NIS.
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Ho letteralmente hackerato la mia vita.

Le "istruzioni" scritte nel mio cervello, ereditate dalla mia famiglia e modellate dal mio ambiente di origine,
mi avrebbero rilegato ad una vita misera.
Ma ho imparato a "riscrivere" queste istruzioni,
riscrivendo il mio destino.
Hai visto il Video?
Scopri di più su  NIS
Come è nato e a cosa serve il Framework NIS.
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NIS: paper introduttivo al Framework
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che cos'è, e come può esserti utile.

Il Framework NIS (Neurodynamic Information Science) è un ambiente di lavoro ideato per facilitare il Self Empowerment in ambito privato e business. Concettualmente si basa su 4 schemi che "comandano" esercizi di allenamento mentale.


E' uno strumento formidabile per allenare le funzioni più avanzate della tua Mente, per inquadrare correttamente quello che ti accade, individuare i meccanismi mentali che producono gli eventi che vivi, e imparare a fare accadere gli eventi desiderati attraverso la rimodulazione dei tuoi pensieri.


E’ un ambiente di lavoro ideato da Andrea Mele Motta, Imprenditore e Business Coach italiano, fondatore di Thinqua® e co-fondatore e socio di Ati Group (Ati Formazione srl, Ati Payroll srl, Ati Comunicazione srl, SIAL srl).
Nasce dall'intenso, sfidante e produttivo lavoro di sviluppo personale praticato dallo stesso Andrea Mele Motta nel corso di circa 30 anni. Se non lo hai ancora fatto, può esserti utile leggere la sua straordinaria BIO a questo link.


Per iniziare a conoscere la meraviglia della tua Mente, il potere che puoi esercitare sulla tua vita controllando volontariamente alcune dinamiche che normalmente non conosci e non controlli, è necessario che accogli con favore questo assunto:
la tua identità, ovvero la persona che sei, è dinamica; "io sono fatto/a così" è un concetto che non può esistere se vuoi migliorare la tua vita.


Più difendi ciò che sei, meno ottieni ciò che vuoi.


E' normale difendere istintivamente ciò che sei, è il tuo stesso istinto di sopravvivenza che ti spinge a difendere ad ogni costo ciò che sei.


Per questo motivo il Framework NIS, come vedrai, parte proprio dall'allenamento di questa funzione mentale: riconoscere quando il tuo istinto di sopravvivenza prende il controllo ed imparare ad operare volontariamente in una direzione diversa, esattamente quella necessaria alla realizzazione del tuo obiettivo.


Questo è possibile perchè il tuo istinto di sopravvivenza prende il controllo solo quando tu "sei" una certa persona in una determinata situazione; ma se tu riesci letteralmente ad "essere" una persona diversa in quella stessa situazione, il tuo istinto di sopravvivenza non avrà motivo di prendere il controllo.

E' poichè ciò che tu sei, la tua identità, non è altro che un insieme dinamico di informazioni codificate a livello neurale nel tuo cervello, puoi allenarti a modificare queste informazioni e a ricodificare la tua identità ri-cablando le tue connessioni neurali. In questo modo puoi avere accesso ad esperienze altrimenti inaccessibili; puoi rendere reale ciò che eri abituato/a solo a sognare.


Infatti, è la tua identità, ovvero questo insieme dinamico di informazioni che tu puoi modificare volontariamente, che determina le tue azioni; e sono le tue azioni che determinano la tua capacità di raggiungere un obiettivo, ovvero di trasformare in reale ciò che eri abituato/a a sognare.


Ricapitolando, ciò che sei, e quindi di conseguenza ciò che fai, dipende da un insieme di informazioni codificate nel tuo cervello:
  • cambia le informazioni che “girano” nel tuo cervello e cambi la tua identità
  • cambia la tua identità e cambi le tue azioni
  • cambia le tue azioni e determini il tuo successo o il tuo fallimento.


Il tuo successo, la tua realizzazione personale, la vita dei tuoi sogni, non sono frutto del caso, ma la conseguenza delle informazioni che “girano” nel tuo cervello. Puoi davvero hackerare la tua vita, carpirne i meccanismi più nascosti e assumerti la responsabilità del tuo destino. Oppure puoi rimanere vittima inconsapevole di dinamiche che non conosci e non controlli. A te la scelta.


Utilizzando il Framework NIS come strumento di allenamento di alcune funzioni avanzate della tua Mente puoi facilmente determinare:
  • quando è necessario intervenire volontariamente identificando i campanelli di allarme dell'istinto di sopravvivenza
  • quali informazioni devono essere modificate e su quale modello per raggiungere un obiettivo specifico nella tua vita
  • quale esperienza devi ricercare e quale devi evitare per allenarti a modificare tali informazioni
  • quali risorse incredibili possiedi e come le puoi "spostare" da una identità all'altra
  • quali informazioni codificare per entrare in uno stato iper performante di Mindfulness


NIS è un Framework molto semplice e potente, perché ti permette di completare queste attività basando gli allenamenti mentali solo su 4 schemi:
  • la Piramide
  • la Pila
  • la Lista
  • il Cerchio


Inizia da qui il tuo percorso alla scoperta della meraviglia della tua Mente; allenati ogni giorno per rendere reale ciò che ti sembrava magia: rendi possibile l'impossibile.


Leggi come utilizzare il primo schema, La Piramide, per allenarti ad identificare i tuoi campanelli di allarme.


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1.NIS: la Piramide
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cosa descrive, come utilizzarla.
La Piramide descrive il funzionamento del "sistema automatico di sicurezza" più primitivo che possiedi, l'istinto di Sopravvivenza,  e le dinamiche che questo sistema utilizza per realizzare il suo scopo: limitare/comandare le tue azioni per garantire la tua sopravvivenza ad ogni costo.


L'istinto di sopravvivenza è una funzione del cervello basso, il cervello più vecchio; è una funzione piuttosto primitiva.


L'istinto di sopravvivenza non è etico, non è morale, non è finemente emotivo ne tanto meno empatico.


Queste funzioni sono operate da parti più nuove del cervello. L'istinto di sopravvivenza è invece un ottimo ed elementare sistema di sicurezza automatico che funziona più o meno così: quando registra uno stimolo che percepisce come minaccia prende il controllo delle tue azioni e ti fa fare fondamentalmente 2 cose che servono a garantire la tua sopravvivenza.


Qualunque altra funzione del tuo cervello, compresa la tua razionalità, la tua emotività fine, la tua intelligenza, etc, diventano strumenti del tuo istinto di sopravvivenza quando è lui a comandare; servono a realizzare il suo scopo di garantire la tua sopravvivenza, e non eventualmente a realizzare i tuoi obiettivi.


L'istinto di sopravvivenza esiste per proteggere ogni parte di te stesso, comprese quelle meravigliose connessioni neurali che codificano le informazioni che ti rendono la persona che sei: la tua identità. E poichè è un sistema elementare, non fa distinzione. Questo significa che per il tuo istinto di sopravvivenza registrare un pericolo per la sopravvivenza del tuo corpo, per esempio un'auto che non si ferma mentre cerchi di attraversare la strada, o registrare un pericolo per la sopravvivenza della tua identità, per esempio un altro essere umano che attacca ciò che sei o ciò che pensi, è la stessa cosa. In entrambi i casi prende il controllo e comanda una serie di azioni riparatrici che garantiscano la sopravvivenza del tuo corpo o della tua identità.


Il tuo istinto di sopravvivenza “supervisiona” ogni cosa e prende il controllo per garantire la sopravvivenza del tuo corpo o per garantire la sopravvivenza della tua Identità.


Con la Pila, nella prossima scheda, capiremo quali sono gli stimoli che vengono percepiti come minaccia ed attivano l'istinto di sopravvivenza. Con la Piramide ci interessa evidenziare quali sono le 2 cose che l'istinto di sopravvivenza ti fa fare e con quali strumenti, così da riconoscerle. Sono questi i campanelli di allarme di cui parlavamo nell'introduzione al Framework NIS; allenare il riconoscimento di questi campanelli di allarme è il primo step necessario per accedere alle funzioni più avanzate della tua Mente e hackerare la tua vita .

Poichè il motore di ogni azione è una emozione, ovvero una informazione che esprime un bisogno e che viene generata automaticamente dal tuo inconscio, l'istinto di sopravvivenza esprime il bisogno di reagire ad una minaccia facendoti provare l'emozione prima, la più primitiva: la Paura.

Dopo di che, in relazione al valore che attribuisce alla minaccia, che può essere più o meno forte di te stesso/a, comanda azioni che servono a farti percepire dalla minaccia in 2 modi: come una Vittima o come un Aggressore (reazione scappa/attacca).

Affinchè la minaccia ti percepisca come Vittima o come Aggressore, è necessario che a sua volta provi delle emozioni precise nei tuoi confronti. Il tuo istinto di sopravvivenza comanda quindi quelle azioni che servono a far provare alla tua minaccia 2 emozioni: la compassione, se devi essere percepito/a come Vittima, o la paura, se devi essere percepito/a come Aggressore.

L'istinto di Sopravvivenza utilizza quindi 2 emozioni per garantire la  tua sopravvivenza:
  • Paura
  • Compassione.


Queste sono le 2 emozioni che inconsciamente stimoli negli altri quando ti senti minacciato/a, sia fisicamente che nella tua Identità, per ottenere il controllo e garantirti la sopravvivenza, ad ogni livello della tua esistenza.


Questa dinamica, ricorda, non ha etica, morale, emotività fine, empatia. E' una dinamica primitiva che agisce al di là di ogni valore, per questo motivo scatena le peggiori delle azioni, se non controllata volontariamente.


La Piramide nella pratica quotidiana:

1) Ogni volta che provi paura fermati, pronuncia nella tua mente la parola "aspetta"; sarà sufficiente per interrompere momentaneamente il controllo del tuo istinto di sopravvivenza. Questa pausa momentanea ti darà modo di intervenire volontariamente su alcuni parametri: raddrizza la schiena ed il collo, apri bene il palmo delle tue mani, blocca qualunque azione o qualunque parola che stavi per pronunciare, inizia a controllare e rallentare il tuo respiro, sorridi.

2) Ogni volta che provi rabbia, che vuoi umiliare qualcuno/a, che vuoi criticarlo/a, farlo/a sentire in colpa o incapace, fermati, pronuncia nella tua mente la parola "aspetta"; sarà sufficiente per interrompere momentaneamente il controllo del tuo istinto di sopravvivenza. Questa pausa momentanea ti darà modo di intervenire volontariamente su alcuni parametri: ripeti mentalmente che non vuoi fare del male alla persona che hai di fronte, che non vuoi procurale dolore, che non vuoi ferirla, che ognuna di queste cose è una cosa brutta, e tu non vuoi essere una brutta persona. Proverai un senso di colpa per quello che stavi per dire o fare. Bene, è un segnale positivo.

3) Ogni volta che desideri essere compatito/a, che vorresti che gli altri si sacrificassero per te, che vorresti far pesare sugli altri un tuo problema, che desideri l'attenzione degli altri, fermati, pronuncia nella tua mente la parola "aspetta"; sarà sufficiente per interrompere momentaneamente il controllo del tuo istinto di sopravvivenza. Questa pausa momentanea ti darà modo di intervenire volontariamente su alcuni parametri: ripeti mentalmente che desideri avere l'attenzione degli altri perchè fai qualcosa di straordinario, e non perchè hai un problema; che se non riesci ad ottenere ciò che vuoi dagli altri è sbagliato cercarlo di ottenere facendo pena, perchè è una costrizione che imponi agli altri. Proverai un senso di fastidio verso te stesso/a per quello che stavi per dire o fare. Bene, è un segnale positivo.

Prova a riconoscere questi 3 campanelli di allarme (la paura, la rabbia ed il desidero di compassione) nella tua quotidianità, ed allenati a reagire come sopra. Quando riuscirai a farlo con regolarità e poca fatica, sarai pronto/a per lo step successivo, La Pila.


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2.NIS: la Pila
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cosa descrive, come utilizzarla.
Abbiamo visto con la Piramide che il tuo istinto di sopravvivenza prende il controllo quando percepisce una minaccia alla sopravvivenza della tua vita e/o della tua identità.
Con la Pila definiamo perchè uno stimolo, che sia esso un'esperienza o una relazione con un altro essere umano, viene percepito dal tuo istinto di sopravvivenza come una minaccia.


Il tuo istinto di sopravvivenza percepisce uno stimolo come una minaccia quando non trova le risorse necessarie per fornire una risposta positiva, ovvero una risposta che garantisca la tua sopravvivenza.


Per esempio, saltare da una sponda all’altra di un burrone largo 2 metri è una minaccia alla tua sopravvivenza se non sei un ottimo atleta, ovvero se non possiedi le risorse necessarie per affrontare con successo questa esperienza. D’altra parte, se possiedi le risorse necessarie, se per esempio sei un campione olimpico di salto in lungo, saltare da una sponda all’altra di quel burrone non rappresenta una minaccia alla tua sopravvivenza; è anzi un’opportunità di successo che permette di dimostrare il tuo valore.

La stessa esperienza può essere registrata come una minaccia o come un'opportunità di successo; tutto dipende dalle risorse che tu possiedi per affrontarla.

La percezione di una minaccia alla tua sopravvivenza è dunque la conseguenza di una mancanza di risorse specifiche necessarie ad affrontarla; nell’esempio, la mancanza di un allenamento e di una esperienza di successo nel salto in lungo.

Possiamo andare più a fondo e definire cosa significa mancanza di risorse.

La mancanza di risorse rispetto ad una esperienza è una informazione codificata nel tuo cervello nella forma di memoria negativa dell'esperienza stessa o nella forma di mancanza di memoria (esperienza mai vissuta). In entrambi i casi l'istinto di sopravvivenza rileva una mancanza di risorse relative a quella esperienza. Nel primo caso può rilevare anche un trauma associato a quella esperienza.

Ritornando all'esempio del salto del burrone, il tuo istinto di sopravvivenza interroga il database contenuto nel tuo cervello per verificare quale informazione sia codificata relativamente a quell'esperienza:
  • se è codificata la memoria del campione olimpico di salto in lungo, il tuo istinto di sopravvivenza rileva una quantità di risorse sufficienti e dunque non rileva alcuna minaccia; non prende il controllo e rimane in standby nel ruolo di Supervisore, lasciando che l’azione sia condotta dalla tua parte cosciente
  • se è codificata una memoria negativa, o nessuna memoria poichè l'esperienza è nuova, il tuo istinto di sopravvivenza non rileva risorse sufficienti e quindi rileva una minaccia; prende il controllo ed agisce divenendo il Regista delle tue azioni, esautorando dall’azione la tua parte cosciente.
  
Il livello delle risorse che possiedi per ogni esperienza è rappresentato nel Framework NIS dalla Pila; ne hai una per ogni esperienza con la quale ti confronti, che sia essa un'esperienza pratica o che sia essa un'esperienza di tipo relazionale.


La Pila si ricarica con i "SI" e si scarica con i "NO"; accumuli risorse se registri dei "SI", delle conferme, dei feedback positivi; consumi risorse se ricevi dei "NO", dei feedback negativi.


A livelli di carica diversi della Pila corrispondono “stati” di funzionamento diversi.

Questi “stati” di funzionamento definiscono il tuo comportamento, le emozioni che provi e la tua performance.
E' il livello di carica della Pila relativa ad una determinata esperienza che ne definisce il suo andamento; ti garantisce il successo o decreta il tuo fallimento. La Pila è fondamentale per hackerare la tua vita; solo agendo con Pile cariche nelle aree di tuo interesse puoi avere successo in quelle aree, e solo imparando a "spostare" Pile cariche da un'area all'altra della tua vita puoi riuscire ad accedere ad esperienze che sarebbero naturalmente inaccessibili alla tua identità.

A grandi linee, quando agisci con una Pila che si trova nei 2 stati inferiori di carica il tuo istinto di sopravvivenza comanda, è il Regista delle tue azioni (Low Brain); quando invece agisci con una Pila che si trova nei 2 stati superiori di carica il tuo istinto di sopravvivenza si limita ad osservare, è il Supervisore delle tue azioni (High Brain).
Quando agisci con una Pila che si trova nel suo più alto stato di carica, lo stato di Gloria, sperimenti la Mindfulness, ovvero lo stato di performance massima della tua Mente: esisti solo nel presente, i tuoi sensi sono focalizzati e superspecializzati, percepisci ogni dettaglio, contemporaneamente ed ordinatamente, la tua Mente è vuota, brillante e lucida, impegnata al 100% sull’azione che stai compiendo. Sei gioioso/a, in armonia, aperto/a e comunicativo/a.

Quando operi con una Pila carica, ovvero che si trova in uno dei 2 stati superiori, la tua performance va dal buono all'eccellente, ed i tuoi comportamenti sono facilmente riconducibili ad un tale livello di carica. Viceversa, quando operi con una Pila scarica, ovvero che si trova in uno dei 2 stati inferiori, la tua performance va dall' insufficiente al pessimo, ed ugualmente i tuoi comportamenti sono facilmente riconducibili ad un tale livello di carica.

Per imparare a spostare Pile cariche da un'area all'altra della tua vita è necessario prima identificare come ti senti quando agisci con una Pila carica. Abbiamo scritto poco fa quali sono le sensazioni tipiche che si sperimentano quando si agisce con un Pila al massimo della sua carica, ma è necessario che sia tu adesso a pensare a te stesso/a e a declinare queste indicazioni su di te.

La Pila nella pratica quotidiana:

1) Ricorda una situazione della tua vita in cui hai registrato un grande feedback positivo. Una vittoria in un torneo sportivo, il primo bacio con un partner che desideravi molto, il possesso di un oggetto che hai desiderato a lungo, il superamento di un esame, una composizione artistica che hai realizzato, il riconoscimento per aver aiutato qualcuno, etc. Qualunque esperienza in cui hai registrato la conferma del tuo valore. Il fatto che tu sia vivo/a, chiunque tu sia e qualunque cosa tu faccia, è la prova che nella tua vita esistono questi momenti; in caso contrario, avresti solo Pile scariche, ovvero non avresti energia sufficiente per superare le sfide della vita. Se dunque non trovi questi momenti, significa che non stai cercando bene; cerca meglio.

2) Scrivi su un foglio come sei e cosa pensi quando vivi uno di questi momenti, per esempio:
Cosa pensi della vita? Cosa pensi di te stesso/a?  Ti interessa del giudizio degli altri? Se qualcuno ti critica ci rimani male o sorridi? Se qualcuno fa qualcosa che non ti piace lo critichi o glielo dici gentilmente? Come è il tuo sguardo? Come è il tuo sorriso? Hai il coraggio di sognare o sei rassegnato/a?

3) Rileggi quello che hai scritto, più volte, ed ogni volta che lo rileggi prova a rivivere sempre più intensamente quelle sensazioni, quella visione di te stesso/a e della vita; prova a far rivivere quello stato d'animo, riproduci quello sguardo e quel sorriso.

Porta il foglio sempre con te, ripeti questo esercizio più volte al giorno. Quando riuscirai a rivivere agilmente quelle stesse sensazioni a comando, sarai pronto/a per lo step successivo, La Lista.


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3.NIS: la Lista
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cosa descrive, come utilizzarla.
Abbiamo visto con La Pila che ogni volta che vivi un'esperienza il tuo istinto di sopravvivenza ricerca quali informazioni siano codificate nel tuo cervello rispetto a quella esperienza. Più in dettaglio, abbiamo detto che il tuo istinto di sopravvivenza ricerca se siano codificati feedback positivi, feedback negativi o nessun feedback.

Per raggiungere questo risultato, ogni esperienza che tu vivi è codificata dal tuo cervello come un INPUT, mentre la somma dei relativi feedback accumulati nella tua vita è codificata come un OUTPUT. Davanti ad ogni esperienza che tu vivi il tuo istinto di sopravvivenza interroga quindi il suo database, ricerca l'INPUT corrispondente all'esperienza che stai vivendo, e legge cosa c'è scritto nell' OUTPUT. In relazione a quello che legge, prende il controllo oppure no.

Nel tuo cervello c'è quindi codificata una lista lunghissima di INPUT corrispondenti alle esperienze che hai vissuto, e per ognuno di essi è codificato anche l'OUTPUT, che può essere positivo o negativo. Inoltre, ogni volta che ti approcci ad una nuova esperienza, il tuo cervello codifica immediatamente l'informazione che descrive quell'esperienza come un nuovo INPUT, senza avere ancora compilato alcun OUTPUT (non esistono ancora feedback, positivi o negativi, da codificare).

Questa lunghissima lista, La Lista, è la tua identità.

La Lista ti definisce; definisce i tuoi valori, i tuoi pensieri, i tuoi comportamenti, le tue scelte, le tue reazioni in ogni singola esperienza e relazione che vivi. Definisce la tua capacità di compiere con successo un'azione o  di rimanere inerme e fallire nella stessa situazione.

Vediamo perchè la Lista ti definisce ed è la tua identità.

Per ogni associazione INPUT/OUTPUT della Lista è presente una Pila che definisce il livello di risorse disponibili per affrontare quella determinata esperienza. Come abbiamo visto, è il livello di carica della Pila che definisce lo stato mentale nel quale ti trovi, e quindi definisce il tuo comportamento e la qualità della tua performance personale.

Ricapitolando, se nella tua Lista è stata codificata una memoria positiva (OUTPUT) rispetto ad un INPUT, per esempio ti trovi di fronte ad un burrone che devi saltare (INPUT) e sei un campione olimpico di salto in lungo (OUTPUT), allora la relativa Pila per quella associazione INPUT/OUTPUT è molto carica.
Vibrerai in uno dei 2 stati superiori della Pila; affronterai dunque quell'esperienza con uno stato mentale di benessere, se non di gloria, che ti guiderà nelle tue azioni. Sotto la guida di quello stato mentale potente metterai in atto dinamiche comportamentali molto precise e altrettanto potenti.  La tua potente performance ti farà ottenere un altro successo che potenzierà ulteriormente l'OUTPUT in quella precisa associazione presente nella tua Lista.

Viceversa, se se nella tua Lista è stata codificata una memoria negativa (OUTPUT) rispetto a quell' INPUT, per esempio da bambino/a sei caduto/a in un burrone e hai per questo sviluppato una fobia per il vuoto, allora la relativa Pila per quella associazione INPUT/OUTPUT è molto scarica. Vibrerai in uno dei 2 stati inferiori della Pila; affronterai dunque quell'esperienza con uno stato mentale di malessere, se non di paura, che ti guiderà nelle tue azioni. Sotto la guida di quello stato mentale impotente metterai in atto dinamiche comportamentali molto precise e altrettanto impotenti. La tua performance povera ti farà ottenere un altro fallimento che depotenzierà ulteriormente l'OUTPUT in quella precisa associazione presente nella tua Lista.

La dinamica di dipendenza
Lista - Pila carica/scarica - Stato mentale - Performance
si ripete per ogni associazione INPUT/OUTPUT presente nella tua Lista, ovvero per ogni singola e dettagliata esperienza che tu vivi.

L'insieme di queste dinamiche rappresentate dalla Lista, quindi, ti definisce nel complesso, è la tua identità. Queste dinamiche, infatti, sono il motore dei tuoi pensieri, delle tue emozioni, dei tuoi comportamenti, delle tue parole, e delle tue azioni. Queste dinamiche, definendo ogni aspetto della tua esistenza, definiscono anche il tuo successo o il tuo fallimento.

Non puoi produrre alcuna performance positiva, ovvero ottenere un successo, nell’ambito di una relazione INPUT/OUTPUT la cui Pila è scarica.

Il successo, in qualunque ambito della tua vita, non è una questione di fortuna. Dipende dalle associazioni INPUT/OUTPUT che si attivano nel raggiungimento del tuo obiettivo e dallo stato di carica delle relative Pile.

Esiste un solo modo per avere successo: avere Pile cariche che modulano le relazioni INPUT/OUTPUT coinvolte nel raggiungimento del tuo obiettivo.


La Lista nella pratica quotidiana:

1) Scrivi su un foglio la tua Lista; inserisci gli INPUT più significativi della tua vita, le esperienze che sei solito/a vivere al lavoro, nelle relazioni private, nel tempo libero, e quindi compila gli OUTPUT, scrivi se rispetto ad ogni INPUT la tua performance è alta, ovvero sei bravo/a in quella cosa, oppure no.

2) Per ognuna delle associazioni INPUT/OUTPUT il cui OUTPUT è positivo, riproduci gli esercizi 2 e 3 della Pila.

3) Rimanendo nello stato mentale che hai riprodotto con gli esercizi 2 e 3 della Pila, immagina per ognuna delle associazioni INPUT/OUTPUT il cui OUTPUT è negativo come agiresti, come ti sentiresti, cosa risponderesti, che significato daresti a quell'evento, se rivivessi quella situazione in questo nuovo stato mentale. Rivivi nella tua immaginazione l'esperienza in ogni più piccolo dettaglio, e "rilavora" quel dettaglio alla luce del nuovo stato mentale. Immagina i dialoghi come sarebbero, il tuo corpo come sarebbe, il tuo sorriso, il tuo sguardo, le tue emozioni e le tue azioni come sarebbero, in ogni istante di quella esperienza se la stessa fosse vissuta con il nuovo stato mentale. Rilavora più volte ogni dettaglio e ripeti questo passaggio quante più volte ti è possibile nella giornata; è il primo passo per riscrivere la tua Lista ed hackerare la tua vita.

4) Ricorda molto bene quali sono quelle situazioni in cui l'OUTPUT è negativo, e quando le vivi per davvero prova ad attuare ogni dettaglio di quella esperienza così come lo hai rilavorato con la tua immaginazione al passo 3.

Quando dopo molto tempo, tentativi falliti, e molta fatica, il passo 4 verrà attuato automaticamente dal tuo cervello senza il tuo intervento cosciente, il processo di riscrittura della tua Lista sarà andato a buon fine. Avrai modificato la tua identità, e quindi il tuo destino.
Sarai allora pronto/a per il prossimo step,  il Cerchio.


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4.NIS: il Cerchio
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cosa descrive, come utilizzarlo.
Ricapitolando: abbiamo visto con la Piramide che il motore primitivo di ogni tua azione è l'istinto di sopravvivenza, e che questo motore accelera autonomamente nella direzione da lui desiderata quando registra una minaccia. Con la Pila abbiamo imparato che la minaccia che attiva il tuo istinto di sopravvivenza è rappresentata da una qualunque esperienza che tu vivi senza possedere le risorse necessarie per garantirti in essa il successo, e che le risorse non sono altro che feedback positivi registrati rispetto a quell'esperienza. Infine, con la Lista abbiamo evidenziato come il tuo comportamento sia definito da associazioni INPUT/OUTPUT che costituiscono la tua identità, e come ognuna di queste associazioni sia "modulata" dal valore di carica della relativa Pila.  


Il livello di carica della Pila determina la tua capacità di reagire ad un INPUT con una reazione potente o impotente, ovvero determina il tuo successo, ma determina anche lo stato di Consapevolezza (Awareness) ed il livello di Libertà che possiedi rispetto a quel INPUT.


Vediamo come con il Cerchio.


Quando ti rapporti per la prima volta ad una qualunque esperienza ti trovi alle ore 6 del Cerchio. Non possiedi risorse rispetto a quell'esperienza, la tua Pila è completamente scarica, e sei dominato dall'insicurezza. Il punto di inizio di ogni processo/esperienza alle ore 6, nella totale insicurezza, è piuttosto significativo, poichè definisce che:

qualunque nuovo processo/esperienza inizia in uno stato d'insicurezza; se non sei disposto/a a sopportare questa brutta sensazione non puoi iniziare qualcosa di nuovo, ovvero non puoi cambiare ed evolvere.

Se non ti arrendi e superi la prima fase dell’insicurezza, statisticamente inizi a registrare piccoli feedback positivi che caricano la tua Pila. Abbi fiducia, tieni duro, è statistica.
Per aiutare la statistica, allenati con gli esercizi della Piramide, della Pila e della Lista, così da registrare più feedback positivi anche se ti trovi ancora nella prima fase dell'insicurezza. Così facendo ti garantisci maggiori possibilità di scalare il Cerchio in un tempo ragionevole.

Quando i primi feedback positivi ti regalano un certo grado di soddisfazione e caricano moderatamente la tua Pila, ti appassioni a quello che stai facendo. Passi così dalla fase dell’Insicurezza alla fase della Passione, nella quale emozioni più complesse della paura muovono le tue azioni. In entrambi le fasi, seppure in modo decrescente, il tuo istinto di sopravvivenza è ancora il Regista delle tue azioni; sebbene credi di avere il controllo, il motore delle tue parole, delle tue reazioni e delle tue intenzioni è il tuo istinto di sopravvivenza, a meno che non riesci ad operare volontariamente con un'altra identità.

Se non abbandoni quell'esperienza (le motivazioni che ti spingono all’abbandono sono il risultato del rapporto tra Identità desiderata e risorse disponibili) e continui a registrare feedback positivi, anche con l'aiuto della tecnica, compi un salto molto importante nel tuo funzionamento: passi dalla fase della Passione alla fase della Lucidità, il primo scalino di accesso alla Consapevolezza, lo switch funzionale tra un motore Low Brain ad un motore High Brain.


Il tuo istinto di sopravvivenza ha affidato il comando alla parte più nuova del tuo cervello, che non si limita più ad eseguire i comandi della parte più vecchia, ma sceglie cosa comandare.


Nella fase della Lucidità, per la prima volta, il tuo istinto di sopravvivenza rimane in standby nel ruolo di Supervisore, e tu hai il controllo reale di te stesso. Puoi, per la prima volta, controllare in tempo reale le parole che dici, scegliere quale reazione avere, che comportamento adottare, etc. E’ una fase di grande performance. Già in questa fase puoi sperimentare la Mindfulness. Molti esseri umani che raggiungono questo livello funzionale credono di avere raggiunto la vetta, e permangono in questo stato per tutto il resto della loro esistenza.

La performance nello stato di Lucidità è tale che è facile credere che non ci sia più niente da migliorare. In questa fase infatti anche le azioni comandate dal tuo istinto di sopravvivenza vengono svolte con tale raffinatezza e controllo che è difficile distinguerle da quelle comandate dalla tua parte cosciente.

Difficile ma non impossibile. Se possiedi il desiderio e la determinazione di "pulire" ogni aspetto della tua vita, se senti ancora "fastidi" in determinate situazioni che non ti fanno dormire tranquillo/a, se nonostante la Lucidità che ti anima e la performance che hai raggiunto ti sforzi ancora di percepire i tuoi campanelli di allarme, e quando li registri, con umiltà, accetti la tua imperfezione e chiedi scusa, allora sei sulla buona strada della Saggezza, stai chiudendo i tuoi Cerchi.


Solo nella fase della Saggezza sei davvero LIBERO/A. Nella fase dell'Insicurezza sei schiavo/a delle tue Paure; nella fase della Passione sei schiavo/a delle tue Pulsioni; nella fase della Lucidità sei schiavo/a del tuo EGO.


Come accade con la Pila, esiste un Cerchio per ogni associazione INPUT/OUTPUT della Lista.


Quando chiudi il Cerchio, quando elabori l'intero percorso di un processo/esperienza e raggiungi il massimo della Saggezza, ti ritrovi nuovamente alle ore 6, al principio.

Poiché ad ogni fase del Cerchio corrispondono comportamenti, valori, bisogni/obiettivi, ben definiti e comuni ad ogni essere umano, il Cerchio ti indica che all’apice della tua Saggezza ritorni ad adottare quei comportamenti e ad avere quei bisogni e quei valori che possedevi all’inizio del percorso.

Con una gigantesca differenza il cui peso sulla tua vita è inestimabile: all’inizio del tuo percorso quei comportamenti, quei bisogni e quei valori erano l’espressione di una tua mancanza; non potevano essere altro che quello. Al termine del tuo percorso quei comportamenti, quei bisogni e quei valori sono l’espressione della totale pienezza; non hai più bisogno di essere altro che quello.

Il Cerchio nella pratica quotidiana:

1) Non mollare mai un 'esperienza perchè hai paura della stessa o perchè nella stessa ti senti a disagio. Anche se ci vogliono anni, chiudi il Cerchio, attraversa tutte le fasi fino a tornare alle ore 6. Solo così quando mollerai quell'esperienza sarai sicuro/a che è stata una scelta libera, una manifestazione di forza che ti renderà felice.

2) Se vieni criticato/a in un'attività in cui sei bravissimo/a e ti dà fastidio, tanto da rispondere male o peggio da "programmare" lucidamente una vendetta, fermati, non agire in questo modo. Anche se pensi di non averne più bisogno, ricomincia con gli allenamenti della Piramide. Poi, non appena riesci ad accettare la tua imperfezione, chiedi scusa.



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NIS: conclusioni
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esempi applicativi del Framework

I 4 schemi del Framework NIS conducono ad interessanti conclusioni.

Per esempio descrivono con coerenza e chiarezza la dinamica dell’auto sabotaggio.

Se agiamo nell’ambito di un’associazione INPUT/OUTPUT la cui Pila è scarica, il nostro istinto di sopravvivenza assume il ruolo di Regista al fine di garantire la sopravvivenza della nostra identità, ovvero di quella associazione INPUT/OUTPUT. L’istinto di sopravvivenza è una funzione primitiva del cervello basso, non ha capacità di interpretazione, non ha la capacità di valutare se ciò che deve difendere, cioè l’associazione INPUT/OUTPUT in questione, sia una associazione degna di essere difesa, salvata, garantita, oppure no. Se la Pila che descrive tale associazione è scarica, l’istinto di sopravvivenza si attiva, e difende quelle informazioni contenute in quell’associazione INPUT/OUTPUT ad ogni costo, qualunque esse siano.

Così, se per esempio per l’INPUT “avere successo” l’OUTPUT è “no”, perché abbiamo seguito modelli che non hanno trasferito fiducia in noi stessi, nella vita, nella possibilità di essere felici, o che ci hanno addirittura sottomessi e ci hanno resi passivi, la nostra Pila è scarica rispetto a quell’associazione INPUT/OUTPUT.
Ogni qualvolta dunque ci ritroviamo in situazioni nelle quali viene interrogata nella nostra Lista la voce “successo” (possibilità di un lavoro che ci piace, di realizzare un obiettivo importante, etc), il nostro istinto di sopravvivenza si attiva. E si attiva per fare una sola cosa: proteggere la nostra identità, ovvero proteggere l’informazione codificata alla voce “successo”.

Poiché l’informazione codificata è: “no”, “impossibile”, “non sono io quello/a che può essere felice”, etc, il nostro istinto di sopravvivenza garantisce la sopravvivenza di queste informazioni. Ovvero, il nostro istinto di sopravvivenza, che sta controllando le nostre azioni ed i nostri comportamenti, ci fa dire delle cose, fare delle scelte, compiere delle azioni, etc, che comportano inevitabilmente il nostro fallimento. Perchè così è scritto nella nostra identità, e il nostro istinto di sopravvivenza non può fare altro che proteggere questa identità, ovvero non può fare altro che realizzarla ad ogni costo.

Sebbene ci sembra che stiamo facendo di tutto per raggiungere quel successo che desideriamo, inconsapevolmente stiamo invece mettendo in atto piccoli accorgimenti correttivi che ci permettono di fallire, ovvero che permettono al nostro istinto di sopravvivenza di proteggere la vita di quelle informazioni codificate nella nostra Lista. Questo è l’auto sabotaggio.

Non possiamo diventare ricchi finchè nella nostra Lista c’è scritto che siamo perdenti; non possiamo avere il partner dei nostri sogni finchè nella nostra Lista c’è scritto che non siamo attraenti; non possiamo giocare bene a tennis finchè nella nostra Lista c’è scritto che non siamo tipi sportivi, e così via. Non possiamo raggiungere alcun obiettivo che sia contrario alle informazioni codificate nella nostra Lista, perché in quel caso il nostro istinto di sopravvivenza interviene per produrre un’auto sabotaggio.

L’istinto di sopravvivenza è un meccanismo collaudato, esiste da milioni di anni, ed è infallibile! Non possiamo batterlo, dobbiamo sfruttarlo.

Dobbiamo ricodificare quelle informazioni che ci impediscono di raggiungere i nostri obiettivi; dobbiamo scrivere una Lista che sia coerente con i nostri obiettivi; allora il nostro istinto di sopravvivenza diventa il nostro migliore alleato, perché fà di tutto per non permettere a niente e nessuno di minare l’esistenza di quelle informazioni, ovvero di impedirci di raggiungere i nostri obiettivi.

L’ottima notizia è che, indipendentemente dal nostro passato, noi possiamo oggi riscrivere qualunque informazione codificata nella nostra Lista.

Il successo è un’associazione INPUT/OUTPUT ricodificata positivamente la cui realizzazione materiale è garantita dall’ istinto di sopravvivenza!

Con altrettanta chiarezza e coerenza il Framework NIS descrive altre dinamiche, tra cui, a titolo di esempio:
  • ritrovarsi sistematicamente con amici/partner problematici
  • subire l’aggressività, essere aggressivi
  • non riuscire a dire di “no” e sentirsi sopraffatti dagli eventi
  • essere molto critici verso gli altri
  • non essere conclusivi, iniziare mille cose senza terminarle
  • non riuscire ad esprimere le proprie idee
  • avere l’impressione che gli altri parlino male di noi alle nostre spalle
  • cercare di dimostrare sempre il nostro valore
  • avere paura di sbagliare

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